Trekking con bambini fra Toscana ed Emilia Romagna: Anello dei diacci

TREKKING CON BAMBINI FRA TOSCANA ED EMILIA ROMAGNA:
ANELLO DEI DIACCI

trekking fra toscana ed emilia romagna con bambini

Come vi ho già accennato nel post con i consigli per affrontare un trekking con bimbi, di recente abbiamo fatto un trekking con bambini fra Toscana ed Emilia Romagna: il percorso Anello dei Diacci.
Io non sono tanto amante di queste cose e anzi, le ho un po’ sempre snobbate. Non tanto perchè non mi piace la natura ma perchè sono un po’ faticona.
Questa volta, invece, non solo sono stata contenta di aver fatto questa esperienza, ma sono stata contenta di averla fatta con la mia famiglia e i miei colleghi di lavoro.

Di solito passiamo più tempo con i colleghi di lavoro che con la famiglia, ma difficilmente possiamo dire di conoscerci veramente. Questa occasione, oltre ad essere stata una bella giornata, è servita anche a questo!:-)

Ma veniamo al nostro trekking con bambini fra Toscana ed Emilia Romagna. Questo è il percorso Anello dei diacci:

trekking anello dei diacci percorso
Oggi a raccontarvi la nostra esperienza, però, non sono io, ma Luca, il mio collega che ha organizzato e coordinato la giornata. Preferisco lasciare a lui l’arduo compito perchè non solo è stato bravissimo e impeccabile, ma perchè nel mezzo del percorso ci ha raccontato una storia veramente bellissima della “Fonte di Betta” che mi piace condividere anche con voi!

Ecco cosa ci racconta Luca Coletti:

“L’anello dei Diacci è un percorso che feci qualche anno fa e che mi è rimasto ben custodito nella memoria e, se mi è rimasto in mente, è perché il sentiero è stato molto speciale.
Ho sempre pensato a questo anello come ad un dono da condividere con persone a cui potesse piacere il senso di avventura che il sentiero riesce a regalare ed è stata proprio la voglia di avventura che ha spinto i miei colleghi di lavoro a volerlo fare insieme a me e ai loro familiari.
E’ un percorso breve ma intenso poiché si ha la fortuna di percorrere un sentiero del profondo Mugello tra la Toscana e la Romagna. Punto di riferimento dell’anello è il torrente Rovigo che è un compagno di viaggio che ci accompagna lungo tutto il percorso in svariati modi: piccoli guadi, cascatelle, cascate immerse nel bosco di faggeta.
A volte è un piccolo rigagnolo di acqua e a volte un torrente che scorre alla propria destra e a volte alla propria sinistra. Altre volte il torrente preferisce entrare in contatto con gli escursionisti facendosi guadare diverse volte ma sempre senza particolari difficoltà.

trekking con bambini fra toscana ed emilia romagna
A metà dell’anello si arriva alla FONTE DELLA BETTA, nota per una storia romantica e triste come solo le storie d’amore sanno essere. Ecco la sua storia…

fonte della betta anello dei diacci trekking

“…Tanto tempo fa viveva nelle vicinanze di questa fonte una giovane splendida fanciulla di nome Elisabetta; la ragazzina era la figlia di un nobile del luogo, signore del vicino castello di Lozzole, tale Sigismondo lo Sgerro noto, come testimoniato dal suo sinistro soprannome, per il suo terribile carattere furioso e vendicativo.
Era terribile con tutti ma amava la sua splendida figlia con un sentimento dolce quanto assoluto.La fanciulla viveva tranquilla nel castello del padre, ignara che questi l’avesse promessa in sposa a un suo fedele compagno di battaglie, più vecchio di lei di molti anni, Arnolfo lo Sfregiato Conte di Fornazzano. Appena la fanciulla avesse compiuto 14 anni le nozze sarebbero state celebrate nello stesso castello del padre.
Il destino, però, bussò un giorno alla porta del castello di Sigismondo nelle vesti di un giovane trovatore, cioè un musicista e cantastorie girovago, chiamato Gualberto da Susinana. Di bell’aspetto, simpatico, allegro, andava cantando gesta eroiche che accendevano gli animi dei guerrieri, e gesta amorose che infiammavano i cuori delle fanciulle. La fanciulla più emozionata era anche la più bella, proprio lei, Elisabetta, che certo non passò inosservata ai giovani occhi del menestrello.
I due giovani si innamorarono, e presto si giurarono eterna fedeltà.
Il matrimonio con lo Sfregiato, però, ancora incombeva sulla felicità dei due giovani e un giorno la fanciulla approfittò dell’assenza dei fratelli e del padre per recarsi, accompagnata dalla badante, ad un appuntamento segreto lungo questo Fosso dei Pianacci dove si scambiarono nuovamente la loro promessa d’amore e decisero il giorno della fuga insieme.
Ma un servo del padre venne a conoscenza del fatto e lo riferì a Sigismondo il quale, insieme ai fratelli della fanciulla, tese una trappola al menestrello allo stesso Fosso dei Pianacci dove era fissato l’incontro per la grande fuga.Quando Gualberto arrivò non vide nessuno ma sentì solo il lancinante dolore delle pugnalate che lo colpivano alle spalle finché, esangue, cadde morto sul greto del torrente.La fanciulla aveva intuito qualcosa e arrivò al torrente trovando l’amato morto; il dolore era troppo grande per essere sopportabile ed ella si uccise con il suo stiletto mantenendo fede la giuramento.Il padre non trovando la figlia in casa corse di nuovo al torrente con un cupo presentimento, ma era troppo tardi: come nella storia di Romeo e Giulietta, anche i due amanti del Fosso dei Pianacci erano morti insieme.La terra stessa volle piangere la sorte dei due amanti e le sue lacrime generarono la sorgente che vediamo oggi: Fonte Betta ricorda appunto la sfortunata Elisabetta…”
Brano tratto da: sentieridicioccolata.it.

Dopo aver superato la fonte della Betta si giunge a vedere l’incredibile cascata dell’Abbraccio, un’ampia grotta di arenaria che è sovrastata da una suggestiva cascata.

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Poi una sosta per il pranzo in un bel prato e poi la parte conclusiva dell’anello fino al ritorno alle macchine.

Un’ultima considerazione sulle persone che hanno effettuato l’escursione…

Sono rimasto colpito dalla partecipazione attiva sia degli adulti ma soprattutto dei bambini. Lo spirito di avventura è sempre in tutti noi…

Luca”

Durante il percorso si incontra anche il Rifugio dei Diacci. Un posto molto caratteristico dove potersi fermare a pranzo. Noi abbiamo optato per pranzo a sacco, ma sicuramente il Rifugio può essere un buon compromesso per riposarsi dopo una bella camminata.

Ringrazio Luca per le belle parole e il bel racconto e vi consiglio questo trekking con bambini fra Toscana ed Emilia Romagna!!

-> Se vi siete persi i miei consigli per riuscire a fare un trekking con bambini senza finire in braccio ai genitori, leggete qui e vi garantisco che sarà un successo.

Grazie a tutti i miei colleghi che hanno partecipato! E’ stata una bellissima giornata nella natura, da ripetere al più presto!

Ely

(Foto di Elisa Bolognesi)

-> Per avere maggiori informazioni sul Rifugio dei Diacci cliccare qui.

Post Author: Ely

Da sempre sognatrice e amante del mondo "social", attratta dall'informatica e dalla tecnologia, neofita di siti web...spero che troverete qui quello che state cercando! E se cercate creatività e passione per i viaggi, qui la troverete! :-)

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